HOME  |  ARRETRATI  |  PUBBLICITA'  |  VINILI E HI FI  |  STAFF  |  FORUM  |  LINKS  |  CONTATTI
 
 
Curiosità

L’esaltante vicenda dei Led Zeppelin non inizia con gli anni ’70: anzi, l’inizio del decennio fa pensare a molti che Page, Plant, Bonham e Jones abbiano già dato il massimo. Cosa che in parte purtroppo è vera. Eppure, 1970 e 1971 portano ai milioni di fans del gruppo ancora due album di grandissima bellezza: questo III e il successivo IV.
La vicenda del gruppo inglese era iniziata appena due anni prima dalle ceneri degli Yardbirds: Jimmy Page aveva sostituito il grande Jeff Beck alla chitarra e ciò che ne era uscito era uno strano miscuglio di blues, rock duro, psichedelia e reminiscenze folk, che sapeva molto di anni ‘60 (ovviamente) e molto di un cibo strano che nessuno aveva ancora assaporato ma che sarebbe diventato comunissimo di lì a poco: l’hard rock. Fu un successo immediato, travolgente: i primi due dischi vendettero milioni di copie grazie a brani rimasti nella storia del rock come “Communication breakdown”, Whole lotta love”, “Moby Dick” o “Heartbreaker” ma questo terzo capitolo portò il discorso della band ancora più avanti. Il terzo album dei Led Zeppelin era tanto atteso che dovette uscire con una copertina provvisoria: né discografici né pubblico potevano più aspettare (vendette alcuni milioni di copie in due mesi) e, appena messo sul piatto, molti pensarono francamente che il solo attacco dell’iniziale “Immigrant song” valesse buona parte dei soldi spesi. Quando arrivarono a “Since I’ve been loving you” quasi tutti erano convinti che sarebbe stato impossibile spenderli meglio, quei soldi. Ecco: l’universo musicale dei Led Zep, ben più variegato e composito di quanto si potrebbe pensare, oscilla tutto fra il devastante brano d’apertura e questo blues che è uno dei più intensi, struggenti ed emozionanti blues mai scritti o cantati. Un universo musicale che prevedeva anche puntate nel folk (“Tangerine”, “Gallow pole”), chitarre acustiche e archi (“Friends”) e atmosfere bucoliche ("That's The Way"). Certo questo eccletismo non era universalmente apprezzato. In particolare molti cominciarono a rimpiangere le bordate cui Page e Plant li avevano abituati nei dischi precedenti, molti (come si diceva all’inizio) iniziarono a considerare finita la vicenda del Dirigibile, ma avevano torto: di lì a poco il gruppo avrebbe tirato fuori il brano che gli avrebbe consegnato per sempre l’immortalità: una lunga scala che saliva verso il cielo.

Area utente
nickname 
password   
Utente non registrato? Iscriviti ora
Password dimenticata? Clicca qui

Per ordinare un numero di Musikbox clicca sull'immagine del carrello in corrispondenza del titolo della rivista.

Abbonati a Musikbox!
Abbonamento annuale Italia
6 NUMERI DOPPI
€ 39,00  ordina

Abbonamento annuale Estero
6 NUMERI DOPPI
€ 68,00  ordina

 
Powered by Artematic